foto di me a 16 anni
Foto di me a 15 anni

La prima volta che ingrassai avevo 15 anni.

La prima volta non ingrassai semplicemente, ma lievitai 30 kg in 4 mesi.

Il mio corpo stava sanguinando e io chiedevo a mia madre di comprarmi una crema che potesse farmi smettere di provare dolore perché le smagliature che si erano formate nel mio corpo erano come tagli e la pelle mi faceva tanto male.

Ero finita in una comunità, avevo perso i miei genitori, le mie amicizie, la scuola, avevo però trovato sfogo nel cibo, nel riempire la pancia fino a provare senso di nausea e vomito.

Questo mi dava sollievo per pochi minuti, dopo i sensi di colpa, la vergogna.

I vestiti carini che avevo non mi stavano più e tutti mi prendevano in giro perché avevo un sedere veramente grosso e le gambe che a detta loro sembravano 2 prosciutti.

Io stavo male perché avevo letteralmente perso la mia identità e il cibo sembrava essere l’unico amico che mi confortava coi suoi gusti e disgusti.

Fumavo e mangiavo, in più mi venivano somministrate tanti psicofarmaci: ricordo i mal di testa lancinanti e la bava sul cuscino quando facevano effetto…sembrava di ricevere tanti scossoni ma non riuscivo a muovermi e collassavo in un sonno artificiale.

Non capivo quasi niente, faticavo a parlare, a dire il vero penso di aver pronunciato frasi sconnesse più volte prima che mi venisse abbassato lievemente il dosaggio dei farmaci.

Io al contrario di quello che pensavano i medici e gli operatori della comunità non ho mai pensato per una volta al suicidio e non erano necessarie tutte quelle medicine!

Così mangiavo, dormivo e mangiavo, strisciavo le mie gambe stanche e faticavo a fare le scale della comunità.

D’estate quando noi ragazzi venivamo portati al mare mi veniva chiesto se mi vergognassi a mettermi il costume. Io col tempo iniziai a vergognarmi.

E’ molto curioso come le persone siano critiche e mal disposte verso i ciccioni.

Ero sempre io, ero sempre Ramona ma i kg che mi rivestivano erano il mio biglietto da visita.

Quanto dolore c’è dietro a quei kg, quanta frustrazione.

La cosa più brutta che potessi appurare è che più provavo ad oppormi a tutto ciò e più i kg resistevano e crescevano.

Solo più tardi quando iniziai a frequentare la scuola professionale di parrucchiera decisi di mettermi a dieta.

Una dieta fatta di rinunce, di privazioni, di spicchi di mela a cena e insalate scondite a pranzo. Una dieta che mi costringeva a sopportarne i morsi della fame a metà mattina sul banco di scuola e sentirmi svenire per strada mentre tornavo in comunità in bicicletta.

Quello che mi sentivo dire dalla gente era “brava Ramona, sei dimagrita, ma come hai fatto? ”

L’urlo silenzioso non lo poteva udire nessuno però.

Per questo oggi aiuto le persone a riprendere in mano la propria vita dimagrendo in modo sano e senza inutili diete. Ci sono passata più volte ed ho capito che solo un corretto stile di vita ci può far mantenere un’ottima salute.

Se anche tu sei stanca o stanco di fare la fame o senti che la dieta che stai facendo non si allinea col tuo vero essere scrivimi, cambiare è possibile e io ne sono l’esempio.

Dalla cicciona che voleva essere magra, da bambina e non solo. Un abbraccio.