L'importanza di una sana alimentazione

sana alimentazione

Una sana alimentazione favorisce il benessere dell’organismo, pensieri positivi, energia, buonumore, forza, reattività, previene le malattie, rafforza le difese immunitarie ed aumenta la qualità della nostra vita soprattutto in età avanzata quando il nostro corpo sarà più fragile e sensibile.

In questo momento più che mai abbiamo bisogno di alimentarci in modo sano per rafforzare l’intestino che è il nostro secondo cervello: fondamentale per l’assimilazione corretta dei nutrienti, è colui che produce le immunità ed è coinvolto nell’attivazione ormonale.

L’IMPORTANZA DI UN INTESTINO IN SALUTE: QUESTIONE DI COMUNICAZIONE.

L’intestino influenza il cervello e viceversa determinando il nostro benessere psicofisico ed emotivo: quando siamo agitati, preoccupati, ansiosi andiamo incontro a problemi di natura intestinale non sempre manifesti con sintomi direttamente riconducibili all’organo come aumento della motilità intestinale, colite, ma anche con sintomi latenti quali infiammazioni varie e malassorbimento dei nutrienti dati anche da una scorretta alimentazione che sono difficili da individuare soprattutto prima che sfocino in malattie (es. celiachia) .

Un intestino alterato può produrre depressione, ansia, stress ed è per questo motivo che possiamo influenzare positivamente il nostro stato emozionale alimentandoci nel modo giusto e selezionando alimenti curativi e rinforzanti che la natura ci offre abbondantemente.

Spesso è difficile orientarsi all’interno di una marea di informazioni, in un ambiente dove ognuno dice la sua e ci sono tante opinioni contrastanti, teorie che vengono ripetutamente smentite ed è difficile riuscire a capire a quale dare attenzione.

Anche per me non è stato facile comprendere come potermi alimentare in modo corretto innanzitutto abbandonando miti interiorizzati da secoli quali il credere che la carne faccia bene al sangue: soffrendo di anemia per anni mi era stato inculcato da medici in primis che per combattere questa situazione fosse necessario mangiare carni che contengono ferro in quantità elevate.

COSTRUZIONI DI REALTA’ E CREDENZE.

Nasciamo, cresciamo ed invecchiamo con delle credenze che ci vengono trasmesse prima dalla nostra famiglia, poi ritroviamo a scuola, ci vengono confermate dalle abitudini che sono spesso comuni all’interno di una popolazione e tra la comunità scientifica.

Con l’avvento dell’industrializzazione ci siamo sempre più allontanati dalla semplicità, dalla genuinità affinando sempre di più il processo di creazione degli alimenti ed adattandolo al nuovo stile di vita sempre più consumistico ricercando nel cibo un altro tipo di piacere meno naturale quindi più artificiale.

Dalla moltitudine di chicchi integrali che avevamo a disposizione abbiamo iniziato a prediligere il grano data la sua malleabilità che ben si adattava a produzioni più elaborate quali la tanto famosa pasta a cui abbiamo accesso illimitatamente in ogni supermercato, per la sua praticità perché cuoce in pochi minuti e per la sua semplicità dato che non richiede lunghe masticazioni ed è veloce da consumare.

Ai nuovi stili di vita si adattavano nuovi processi, nuove tendenze e nuove malattie: le cosiddette malattie della modernità che esordiscono anche in età giovanile come tumori, malattie autoimmuni, allergie, sindromi e dove si vive più a lungo spesso lo si fa con patologie cronico-degenerative che abbassano di molto la qualità della vita.

Abbiamo iniziato ad associare la carne alla salute, alla forza, al benessere smettendo di rispettare gli animali, rinchiudendoli in gabbie, riempiendoli di antibiotici, di ormoni per farli ingrossare in meno tempo, maltrattandoli, snaturandoli, non permettendo loro di godersi il ciclo naturale di vita (mi vengono in mente i cuccioli delle scrofe che non sono liberi di avere un contatto con la madre ed assistono alla macellazione delle stesse interiorizzando terrore e dolore sin da piccoli).

Ci siamo sempre più illusi che la ricchezza potesse comprare valori che la freneticità di oggi difficilmente trasmette: il rispetto animale, il rispetto della natura e i cicli lenti necessari ad essa per la produzione di verdure, cereali, frutta e legumi sani con tutta l’energia vitale necessaria ad assicurarci salute.

Coltivazioni di massa di questo tipo producono cibi meno saporiti oserei dire insapore in molti casi dove la zucchina sa di acqua e le fragole hanno smesso di profumare, dove spesso per cucinarle ci troviamo ad esagerare col sale e insaporitori vari in cui sono contenute molte sostanze nocive che assumono il nome di sigle che fatichiamo a comprendere.

RITORNO ALLA NATURALITA’.

Ricordo l’odore della pesca matura, il colore sfumato, il gusto dolce e la succosità che ero abituata a mangiare quando ero bambina e andavo a staccare i frutti direttamente dagli alberi che davano loro la vita.

Ricordo le verdure che crescevano lentamente, imperfette, delicate e la bontà che le contraddistinguevano allora come adesso quando le comparo con quelle della grande distribuzione.

Oggi in pochi conoscono questi sapori, perché ormai abbiamo relegato gli orti alla pura attività di socializzazione e svago per anziani, alla meditazione che ci offre la terra preferiamo la connessione, la distrazione delle tante cose fatte in fretta e furia scordandoci dei nostri bisogni più primitivi.

Ma scegliere consapevolmente è ancora possibile: torniamo alla semplicità preferendo cereali integrali in chicco come orzo, farro, avena, miglio, riso integrale, quinoa, grano saraceno, segale, amaranto e abbiniamoci verdura di stagione preferibilmente prodotti da piccole realtà contadine.

Sono molto importanti anche i legumi, soprattutto lenticchie, ceci, azuki, sia nera e per mantenere il corpo in equilibrio ne bastano poche cucchiaiate al giorno.

Allontaniamoci gradualmente dagli zuccheri raffinati, dai prodotti da forno, dalle farine bianche, dai latticini e il sale, proprio loro i 4 killer bianchi che siamo abituati a mangiare tutti i giorni.

Sarebbe ottimale rinunciare anche al consumo di carne o limitarla il più possibile perché sopra ad una quantità soglia veramente bassa vengono attivati dei processi di cancerogenesi a carico del nostro organismo, appesantisce il fegato, provoca malattie cardiovascolari e favorisce l’aumento di colesterolo e diabete.

Anche la scelta del pesce dovrebbe essere accurata prediligendo pesci adulti (per garantire un equilibrio di sostenibilità) considerando che anche il mare è molto inquinato e ci sono specie che si nutrono proprio di queste sostanze (che sarebbe meglio evitare).

Ovviamente questi processi vengono spesso svolti in concomitanza alle altre sostanze che ingeriamo, non bisogna demonizzare un cibo o crearci delle ossessioni, ma usare la regola del buon senso ovvero cercare di mantenere il più possibile una routine equilibrata e l’occasionalità non creerà alcun problema se appunto rimane circoscritta allo sgarro di qualche volta.

Per approfondire:

https://www.gruppomacro.com/blog/alimentazione-e-diete/franco-berrino-parere-alimentazione-diete

https://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/5432/i-vantaggi-della-dieta-gluten-free.html

https://www.essereanimali.org/2019/04/allevamenti-intensivi-conseguenze-terribili/