Quella volta in cui la felicità me la portò il gatto.

Ricordo di aver avuto 8 anni al massimo quando la maestra di italiano al ritorno dalle vacanze natalizie ci fece scrivere il primo temino che si intitolava “cosa mi ha reso/a felice il giorno di Natale”.

Vedevo i miei compagni di classe allegri, si sussurravano frasi tipo “mia mamma mi ha regalato Ciccio Bello”, “mio nonno mi ha portato a scegliere il regalo al Toys Center”, “mio padre mi ha comprato le Tartarughe Ninja”, ecc.

Sembrava fosse una gara a chi avesse ricevuto di più, difficilmente avevo sentito dire che qualcuno aveva guardato un cartone con i genitori, che era stato felice perchè la nonna gli aveva fatto una torta ripiena al mascarpone e cioccolato (il giorno del mio compleanno la mia cara nonna paterna mi faceva sempre il panettone delle Tre Marie ripieno di mascarpone con scaglie buonissime di cioccolato e per me era una gioia assurda mangiarne quanto più ne potevo).

Insomma  sembrava che gli altri bambini fossero felici delle cose materiali che avevano ricevuto o almeno questo era quello che notavo io.

Io non me lo ricordavo invece cosa avevo ricevuto perchè mio padre era abituato a comprare spesso oggetti inutili e come nel caso della televisione mi diceva sempre “sentiti fortunata ad avere la tv in camera alla tua età, scommetto che i tuoi compagni di classe non ce l’hanno!”

Spesso avevo sentito dai miei compagni dire che sebbene i loro genitori avessero potuto benissimo comprargli tutte le tv che volevano non lo facevano perchè distoglieva la loro attenzione dallo studio. Lo studio? Parliamo della seconda elementare, vabbè.

Mi ricordo che guardavo il foglio bianco e non sapevo cosa scrivere perchè veramente il giorno di Natale non me lo ricordavo, non ricordavo cosa mi avesse resa felice.

Allora decisi di scrivere un tema che sicuramente sarebbe piaciuto alla maestra, era circa così:

< Il giorno di Natale mi sono svegliata presto e fuori ho visto la neve. Come tutte le mattine ho fatto colazione col gatto e mi sono andata a vestire per andare fuori nel parco a giocare con i miei amici, però non c’era nessuno e così sono tornata in casa.

Volevo giocare con mio fratello Miki (che sarebbe il gatto) ma non lo trovavo più.   Forse era scappato mentre avevo aperto la porta? Ho corso per le scale e sono tornata giù nel parco e…..  che sorpresa!

Il mio micione mi aveva portato una slitta bellissima che si era legato attorno al collo e alla pancia e voleva che io salissi. Che bel regalo che ho ricevuto. Sono stata tutta la mattina a giocare con lui e come correva veloce con la slitta colorata! >

 La maestra ci chiese di riconsegnare i temi e disse che li avrebbe letti uno per uno davanti a tutta la classe.

Erano tutti molto belli, la maestra sembrava molto interessata di sapere come avevamo passato questa splendida giornata ed io non vedevo l’ora che toccasse a me, che leggesse il mio temino.

Iniziò a leggere a voce alta ma dopo poco si ammutolì…  Mi guardò con aria arrabbiata, non capivo.

Ramona sei una bugiarda esclamò. “Il gatto con la slitta .. Dove sono i tuoi genitori? Questa cosa che hai scritto non va bene”.

Volevo piangere, ma non potevo.

Non potevo perchè quella volta la felicità me la portò il gatto.